Sul furgone su cui viaggiava Mehdi Karboua, 25 anni, il bracciante marocchino morto nell'incidente avvenuto ieri lungo la strada provinciale 45, nelle campagne di Serracapriola (Foggia), c'erano dieci persone, mentre il mezzo era omologato per nove. La procura di Foggia ha aperto un'inchiesta per chiarire la dinamica dell'incidente stradale e verificare anche le condizioni nelle quali avveniva il trasporto dei lavoratori.I braccianti, tutti di origine marocchina, di età compresa tra i 21 e i 49 anni e, dalle prime informazioni, regolarmente assunti, stavano tornando dalle campagne del Molise, dove avevano lavorato, ed erano diretti verso le loro abitazioni a Torremaggiore.
L'incidente è avvenuto in località Montesecco. Per cause ancora da accertare, il conducente del furgone ha perso il controllo del mezzo lungo un tratto rettilineo di strada, finendo in una cunetta dove il mezzo si è ribaltato. Dai primi accertamenti non risultano altri veicoli coinvolti.Oltre alla vittima, gli altri lavoratori a bordo sono rimasti feriti e sono stati soccorsi e trasferiti negli ospedali della zona. Sono intervenuti 118, elisoccorso, vigili del fuoco, carabinieri e polizia locale.
L'inchiesta dovrà ora ricostruire quanto accaduto nei momenti precedenti all'uscita di strada e accertare eventuali responsabilità. Sulla tragedia è intervenuta la Flai Cgil, esprimendo cordoglio per la vittima e vicinanza ai familiari e ai lavoratori feriti. "Nessuno deve chiamare questa tragedia un incidente. Queste sciagure, se ci fosse la volontà politica, potrebbero essere evitate", dice Silvia Guaraldi, segretaria nazionale della Flai Cgil, sottolineando come il dramma riproponga "almeno tre dei tanti nodi irrisolti legati alla forza lavoro nei campi: l'insicurezza dei trasporti, il mancato superamento dei ghetti e i ritmi di lavoro devastanti".











