In diversi Comuni sardi la raccolta della plastica è stata sospesa o rallentata perché gli impianti non riescono più a ricevere e gestire il materiale conferito. E la situazione rischia di degenerare

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In Sardegna la raccolta della plastica è stata sospesa o rallentata in molti Comuni. Il motivo? Gli impianti di selezione e stoccaggio sono ormai saturi e non riescono più a ricevere tutto il materiale conferito. Un problema che non nasce dalla raccolta differenziata, che in molti territori dell’Isola raggiunge percentuali molto alte, ma dalla fase successiva: la plastica viene raccolta, selezionata e pressata, ma poi resta ferma perché la filiera del riciclo fatica ad assorbirla.

Con l’aumento dei rifiuti prodotto durante la stagione estiva, poi, gli spazi disponibili si sono riempiti rapidamente e alcune amministrazioni comunali si sono viste costrette a limitare i ritiri, garantendoli solo nei casi più urgenti, come gli ospedali, le attività commerciali o presso le aree turistiche.

È così che una crisi industriale e logistica si è trasformata, nel giro di pochi giorni, in un problema più che concreto per sindaci e cittadini. E così, nel pieno di agosto, mastelli e sacchi restano nei cortili, i centri di raccolta si saturano e i sindaci si ritrovano a gestire un’emergenza. Da Posada a Lanusei, passando per molti altri Comuni dell’Isola, il problema è ormai lo stesso: gli impianti non riescono più a ricevere tutta la plastica raccolta, gli spazi di stoccaggio sono al limite e i ritiri vengono rallentati o sospesi.