HomeMagazineLa guerra minaccia le piramidi dimenticate del Sudan: a Meroë un patrimonio rischia di scomparireSabbia, pioggia, sale e cambiamento climatico continuano a deteriorare uno dei siti archeologici più affascinanti dell'AfricaLe piramidi di MeroëRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciKhartoum, 10 agosto 2026 – Quando si parla di piramidi il pensiero corre inevitabilmente all'Egitto, ma poche centinaia di chilometri più a sud si trova un patrimonio altrettanto sorprendente. A circa 200 chilometri da Khartoum sorgono le piramidi di Meroë, oltre 200 monumenti funerari costruiti nell'arco di molti secoli per i sovrani dell'antico Regno di Kush. Oggi questo straordinario sito, riconosciuto dall'UNESCO come Patrimonio dell'Umanità, deve affrontare una nuova minaccia: la guerra civile sudanese ha praticamente paralizzato le attività di conservazione, lasciando le piramidi sempre più esposte all'azione del deserto e del tempo.

Oltre 200 piramidi nel deserto del Sudan

Slanciate, ripide e decisamente più piccole rispetto ai giganteschi monumenti di Giza, le piramidi di Meroë rappresentano una delle testimonianze più spettacolari della civiltà kushita. Il complesso comprende oltre 200 piramidi, alte da circa 6 fino a 30 metri, utilizzate come tombe reali per i sovrani e le personalità più importanti del Regno di Kush. Le loro caratteristiche sono immediatamente riconoscibili: hanno pareti molto più inclinate rispetto alle piramidi egizie e gli ingressi sono generalmente rivolti verso est, in direzione del sorgere del sole. Nessuna, tuttavia, è arrivata completamente intatta fino ai nostri giorni. Una parte fu gravemente danneggiata nell'Ottocento dai cercatori di tesori europei, che utilizzarono anche la dinamite, mentre nei decenni successivi pioggia, vento e sabbia hanno continuato lentamente a consumarne le strutture.