Un occhio al cielo, alla nuvola di cenere che per quanto «modesta» costringe l'aeroporto di Catania a intermittenti chiusure (arrivi sospesi fino alle 21, l'ultima comunicazione) e uno a quota 1500 metri, al fronte più basso delle colate. L'Etna sta regalando un'altra estate di gioie e dolori: le prime riservate a chi lavora attorno e grazie al vulcano, i secondi alle migliaia di viaggiatori costretti a rivedere i propri piani.
Il quadro sul vulcano più attivo d'Europa è complesso e in evoluzione. L'ultimo aggiornamento dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, nella tarda mattinata di oggi, parla di «attività stabile», «tremore alto» e «un basso tasso effusivo» che continua ad alimentare diverse colate.
Il cratere Voragine continua la sua attività esplosiva, condita da ricaduta di bombe nella zona sommitale e l'emissione di cenere che i venti in direzione sud, sud-est portano fino all'aeroporto. La Sac, la società che gestisce lo scalo di Fontanarossa, ha comunicato che lo stop agli arrivi è stato esteso fino alle 21 e invita «i passeggeri, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree». Nelle ultime ore, intanto, uno dei Comuni più colpiti dalla caduta di cenere risulta Belpasso.











