Il colosso nautico da 300 milioni di dollari ha declinato «ripetutamente» le richieste di soccorso di una piccola nave di crociera rimasta senza carburante. La replica del portavoce: «Non si trovava a bordo. L'equipaggio era su un altro canale radio»

L'imponente yacht Launchpad, un mostro marino da 300 milioni di dollari lungo 118 metri, stava navigando lungo le coste meridionali dell'Alaska, tra Petersburg e Juneau. A poche miglia, una piccola barca rimane senza carburante e inizia a lanciare ripetute richieste di assistenza. Il soccorso in mare è un obbligo stabilito da diritto internazionale e dunque l'equipaggio di Launchpad avrebbe dovuto rispondere e andare in aiuto dell'imbarcazione in difficoltà. Invece, le multiple richieste sarebbero state completamente ignorate. Il tutto diventa ancora più grave una volta scoperto che il proprietario dello yacht è piuttosto celebre: si tratta di Mark Zuckerberg.

La storia, non senza esplicite critiche, è stata raccontata sul social BlueSky da uno dei passeggeri della piccola nave da crociera della compagnia UnCruise Adventures, che ha poi prestato soccorso alla barca in difficoltà. Lo riporta il giornale locale Alaska Beacon e lo ha ripreso anche il Guardian. Michael Love, sviluppatore software di New York, racconta che il mancato aiuto da parte dello yacht di Zuckerberg è stato annunciato dallo stesso capitano: «C'è stato un "buuu" unanime quando l'ha detto». E poi: «Francamente, se fossi in lui sarei assolutamente entusiasta all’idea di poter fare qualcosa di utile per qualcuno in difficoltà e magari trarne anche un po’ di buona pubblicità». La Guardia Costiera degli Stati Uniti e il Marine Exchange dell'Alaska - che monitora il traffico navale - si sono attivate e hanno dichiarato che è stata registrata solo una richiesta generica di assistenza. Non si trattava dunque di una situazione di emergenza.