Mark Zuckerberg è finito al centro di una dura tempesta mediatica e del dibattito pubblico, accusato di non aver prestato soccorso con prontezza a una piccola barca in avaria nelle acque gelide e remote del sud-est dell’Alaska.

La vicenda, rilanciata da testate internazionali come The Guardian e Forbes, viene letta come l’emblema dello stridente contrasto tra il lusso dei super-ricchi e le basilari regole di solidarietà che regolano la vita in mare.

L’episodio risale alla scorsa settimana, nei canali tra Petersburg e Juneau.

Uno skiff di 6,4 metri è rimasto senza carburante in tarda serata e, secondo le ricostruzioni della Guardia Costiera statunitense, ha inviato una richiesta di assistenza alle 21:30. In quell’area si trovava il Launchpad, megayacht di 118 metri associato a Zuckerberg, che risultava l’unità più vicina.

Ciononostante, l’imbarcazione non avrebbe risposto alla chiamata né modificato la rotta.