Generale Vannacci, finalmente dopo mesi in cui la accusano di fare solo opposizione sterile arriva la sua prima proposta estesa per gli italiani. Su cosa puntate? «Puntiamo sul valore identitario e patriottico, puntiamo sul rilancio di questa nostra nazione. Abbiamo proposte per la famiglia, per il fisco, per il lavoro. Un programma ampio che verrà presentato in diverse tappe. Un programma che nasce dal basso, dal riscontro che abbiamo ricevuto ascoltando la base del partito. Un programma che però non vuol essere scolpito nella pietra. Anzi abbiamo l’ambizione di dire che cambierà più volte, tutte le volte che cambieranno le condizioni e lo scenario internazionale. Ci proponiamo di aggiornarlo continuamente».
Immagino abbia seguito approfonditamente quello che è successo a Ceuta. Lei dice che il governo non ha fatto abbastanza. Cosa avrebbe fatto lei oltre a chiudere le frontiere?
«Il problema di Ceuta è strutturale: è il problema dell’immigrazione. Purtroppo, però, il governo reagisce alle emergenze».
Generale però il progetto Albania, che poi ha guidato i primi epocali cambiamenti in termini di approccio al problema dei flussi migratori in Europa, non è affatto improvvisato. Lei è contrario agli hub nei Paesi terzi?











