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Caro direttore c’è qualcosa che non torna nella vicenda della trasferta dei tifosi della Lazio a Bologna. E la confusione generata nelle ultime ore non aiuta. Sul sito del Bologna, con ogni probabilità dopo un’indicazione della Questura, è comparso il divieto di vendita dei biglietti ai residenti nel Lazio. Poi quella limitazione è scomparsa. Un’apparizione e una cancellazione che inevitabilmente alimentano dubbi, soprattutto perché migliaia di tifosi si sono già organizzati e, in molti riuniti attorno al tifo organizzato biancoceleste, stanno preparando per il 24 una trasferta che vuole essere anche culturale. Manca un’indicazione precisa con la tifoseria, giustamente, in subbuglio.

Il prefetto di Bologna Enrico Ricci e il questore Gaetano Bonaccorso sono inevitabilmente ancora preoccupati per gli incidenti del 20 luglio, quando una manifestazione per la morte di Abderrahim Fakir, deceduto durante un intervento della polizia al Pilastro, degenerò davanti a Prefettura e Questura tra lanci di oggetti e bombe carta, cariche, lacrimogeni e vandalismi. Una vicenda recente e pesante per chi ha la responsabilità dell’ordine pubblico. Ma quella preoccupazione non può diventare la lente attraverso la quale guardare qualsiasi grande afflusso di persone in città, tanto meno migliaia di tifosi della Lazio.