Sette capodogli che emergono nel Santuario dei Cetacei e si avvicinano alla Goletta Verde. Una tartaruga marina incontrata durante la navigazione. Delfini che attraversano il Mediterraneo. Sono le immagini che raccontano il lato più bello dell’estate sul mare italiano. Ma sotto la superficie la situazione è molto meno rassicurante.
Il bilancio 2026 di Goletta Verde e Goletta dei Laghi, le campagne di Legambiente che monitorano la qualità delle acque italiane, fotografa infatti mari e laghi ancora alle prese con inquinamento, scarichi non depurati, rifiuti e gli effetti della crisi climatica. Su 391 punti campionati in 19 regioni, il 34% è risultato oltre i limiti di legge per l'inquinamento: in pratica, uno su tre. Per gli animali che vivono in questi ambienti significa trovarsi dentro ecosistemi sottoposti contemporaneamente a pressioni diverse. E alcuni dei dati più preoccupanti arrivano proprio dai laghi.
Un punto su tre oltre i limiti
La campagna ha analizzato 263 punti lungo la costa italiana e 128 punti in 44 laghi di 11 regioni. Per quanto riguarda il mare, il 34% dei campioni è risultato oltre i limiti: il 25% è stato classificato come fortemente inquinato e il 9% come inquinato. Le situazioni più critiche continuano a concentrarsi soprattutto nei punti in cui i corsi d'acqua arrivano al mare. Su 123 foci monitorate, il 54% è risultato inquinato o fortemente inquinato. Sono aree particolarmente importanti anche per la fauna. Fiumi, canali e torrenti rappresentano infatti punti di passaggio e di alimentazione per molte specie e collegano gli ambienti terrestri con quelli costieri. Quando attraverso questi corsi d'acqua arrivano sostanze inquinanti, il problema non rimane necessariamente confinato alla foce. Tra i casi segnalati da Legambiente ci sono la foce del Musone, nelle Marche, risultata fortemente inquinata negli ultimi sei anni con l'eccezione del 2024, e quella di Aci Trezza, in Sicilia, oltre i limiti dal 2020.









