Il monitoraggio della 40ª edizione di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente, restituisce una fotografia ancora preoccupante per le acque della Toscana. Dai 20 punti campionati dai volontari nei giorni di luglio – 10 stazioni – è risultata oltre i limiti di legge. A destare maggiore preoccupazione sono le foci dei fiumi, che si confermano i "punti critici" per eccellenza: ben 8 su 10 superano le soglie consentite per Escherichia coli ed Enterococchi intestinali. La situazione appare variegata. Mentre nell’area nord e all’Isola d’Elba si registrano lievi miglioramenti – con la foce del fiume Versilia e quella del fosso di Mola passate da "molto inquinato" a "norma" – le criticità rimangono stabili nelle zone centrali e meridionali. Salivoli, Follonica e Ansedonia continuano a registrare dati negativi, con tutti i punti campionati classificati come "fortemente inquinati". Per quanto riguarda la provincia di Grosseto, il bilancio è in chiaroscuro. Sui 6 punti analizzati, la metà è entro i limiti: la foce del fiume Bruna (Castiglione della Pescaia), l’area presso la foce dell’Albegna (Orbetello) e la spiaggia di Poggio Pertuso a Monte Argentario.

Al contrario, la foce del fiume Osa risulta "inquinata", mentre la foce del fiume Gora (Follonica) e il fosso della Tagliata Etrusca (Ansedonia) sono "fortemente inquinati". Oltre alla qualità dell’acqua, Legambiente punta il dito contro la carenza informativa: nell’85% dei punti monitorati mancano i cartelli che avvisano i bagnanti sulla qualità delle acque, e nel 60% dei casi sono assenti persino i divieti di balneazione presso le foci. "Le amministrazioni devono fare ancora tanto lavoro – ammonisce l’associazione – Il sistema depurativo va adeguato all’aumento della pressione antropica estiva e alla crisi climatica, affinché i fiumi tornino a essere una risorsa e non un rischio".