di
Salvatore Riggio
La donna, allora dipendente Uefa, la cui identità viene ancora tenuta nascosta per ragioni di privacy, è stata al centro dell'attrito tra Infantino e Platini e il suo licenziamento deciso dall'ex campione francese, potrebbe aver portato alla vendetta da parte del presidente Fifa
Aumentano le pressioni attorno alla figura di Gianni Infantino, attuale presidente della Fifa. Nuovi retroscena, rivelati sempre dal quotidiano britannico «Telegraph», scuotono la reputazione dell'attuale numero uno del calcio mondiale, riaccendendo i riflettori sugli anni nei quali ricopriva il ruolo di segretario generale dell’Uefa (2009-2016), all’epoca sotto la presidenza di Michel Platini.
Al centro della bufera, come è ormai noto da qualche giorno, c’è una presunta relazione extraconiugale che Infantino avrebbe avuto con una dipendente amministrativa del massimo organismo calcistico europeo. Da parte sua, il «Telegraph» ha scelto di mantenere riservata l’identità della donna. I documenti rivelano come la donna, mentre la relazione con Infantino era ancora in corso, abbia ottenuto un rapido scatto di carriera: il passaggio da un ruolo meramente esecutivo a una posizione dirigenziale le è valso un incremento retributivo di 25mila sterline all’anno (circa 30mila euro).












