Un viaggio organizzato nei minimi dettagli, terminato a un passo dalla costa con la fuga pianificata dei passeur e l'intervento delle forze dell'ordine europee. Nella notte, le acque al largo di Lampedusa sono state teatro dell'ennesimo sbarco orchestrato con modalità ormai consolidate nelle rotte del Mediterraneo centrale. Un gruppo di dieci migranti di nazionalità tunisina è stato intercettato e bloccato dagli agenti a bordo di una motovedetta dell'assetto Frontex.
I migranti viaggiavano stipati su un piccolo barchino in legno lungo circa otto metri. Secondo quanto ricostruito attraverso i primi racconti forniti ai soccorritori e agli investigatori, il natante era salpato la notte di domenica dalla località costiera di Chebba, in Tunisia. Ciascun passeggero ha dichiarato di aver pagato circa 1.500 euro per assicurarsi un posto durante la traversata verso l'Europa.
A rendere peculiare la dinamica del viaggio è stata la presenza di un secondo natante portato al traino: un gommone a motore. Non appena all'orizzonte sono apparse le prime luci dell'isola di Lampedusa, gli scafisti hanno azionato il piano d'impatto. In pochi istanti, abbandonata l'imbarcazione principale, sono saliti sul gommone, invertendo la rotta e facendo perdere rapidamente le proprie tracce verso le acque territoriali africane.









