(Il Sole 24 Ore Radiocor) - In grande spolvero il comparto dei chip in Europa, trainato dalla ritrovata fiducia da parte degli investitori dopo settimane di turbolenza. A suffragare questa inversione di tendenza i conti pubblicati dal colosso Taiwan Semiconductor Manufacturing (in rialzo nel premercato a Wall Street) che ha visto le vendite di luglio attestarsi a circa 15 miliardi di dollari, in crescita di circa il 36% su base annua e del 7% su base mensile. I ricavi da inizio anno, risultano in crescita di circa il 37% su base annua, rispetto alla guidance della società di una crescita superiore al 40%. Numeri che hanno dato slancio ai listini asiatici. Come fanno notare gli analisti di Banca Akros «i dati da inizio anno mostrano una crescita appena inferiore alla guidance della società, suggerendo un'accelerazione nella seconda metà del 2026».

La rinnovata fiducia nel comparto è anche testimoniata dall’annuncio di domenica, da parte di Moore Threads, azienda cinese produttrice di unità di elaborazione grafica (GPU) e acceleratori per l'intelligenza artificiale, voler procedere con una seconda quotazione: dopo quella sul mercato Star di Shanghai (dove il titolo ha messo a segno un progresso del 420% dal suo debutto avvenuto alla fine dello scorso anno), adesso punta alla Borsa di Hong Kong. Il cda, ha spiegato la stessa società ha approvato un piano per l'emissione di azioni H e la quotazione sul listino principale di Hong Kong.