Con le settimane estive e le ferie previste dal Contratto Collettivo Nazionale, i Pronto Soccorso devono fare i conti con un buco strutturale di circa 7mila medici. Per non far collassare del tutto il sistema, spiegano i sindacati, si ricorre spesso a medici gettonisti e pensionati. Alcuni dottori e infermieri sono costretti a rinunciare alle ferie.

La nostra redazione riceve lettere e testimonianze relative alle difficoltà di pazienti, medici e lavoratori nei Pronto Soccorso a causa della diminuzione dell'organico ospedaliero nelle settimane estive. Invitiamo i nostri lettori a scriverci le loro storie cliccando qui.

Le settimane centrali di agosto sono le peggiori per i Pronto Soccorso di tutta Italia, con quasi 7mila medici in meno. La carenza di personale porta le strutture ospedaliere a ricorrere a medici gettonisti, e pensionati. Alcuni dottori devono poi fare i conti con ferie saltate per esigenze di reparto. La situazione è simile per gli infermieri tra i quali, per coprire la mancanza di personale, si ricorre a doppi turni. Chi li fa, spesso deve rinunciare anche ai giorni di riposo. L'emergenza è poi ancora più evidente nelle grandi città e nelle località turistiche che nel mese di agosto vedono duplicare i loro abitanti mantenendo lo stesso personale e le stesse strutture. In queste settimane di caldo, poi, aumentano gli accessi nei Pronto Soccorso italiani: nel 70% delle strutture per il soccorso tempestivo dei pazienti, le carenze oscillano tra il 25% e il 70% dei medici previsti secondo quanto emerge dal report della Società italiana di medicina d'emergenza-urgenza Simeu aggiornati al 2026.