Il pieno torna a pesare sul portafoglio degli italiani proprio nel momento più delicato dell’estate. Con l’esodo di Ferragosto alle porte, diesel e benzina viaggiano attorno alla soglia dei 2 euro al litro, ma gli effetti dei rincari non sono uguali in tutta Italia. A pagare il conto più pesante, almeno in termini percentuali, sono soprattutto alcune regioni del Mezzogiorno.
La situazione diventa ancora più delicata guardando alle prossime settimane. Il taglio delle accise sul diesel, pari a 17 centesimi, è stato prorogato fino al 26 agosto. Una misura pensata per alleggerire almeno in parte il costo dei rifornimenti durante il periodo delle vacanze. Resta però aperta una domanda: cosa succederà dopo?
Carburanti, Basilicata in testa con rincari del 21,6%
La geografia dei rincari restituisce un’Italia piuttosto divisa. La Basilicata registra l’incremento percentuale più elevato, con un +21,6% e un aggravio quantificato in 9,8 milioni di euro al mese.
Subito dietro troviamo Puglia e Campania, entrambe con un aumento del 21,3%. Cambia però sensibilmente il peso economico complessivo. Per la Campania l’impatto arriva a 89 milioni di euro, mentre per la Puglia si ferma a 69,8 milioni.








