Un computer quantistico capace di collegarsi a una normale presa elettrica potrebbe avvicinare questa tecnologia ai laboratori e ai data center convenzionali. È la promessa di SAXON Q, startup tedesca che ha presentato sistemi basati su centri NV, difetti controllati nel reticolo del diamante sintetico.

L’azienda indica configurazioni commerciali fino a 128 qubit e una piattaforma da 512 qubit come prossimo passo, con una roadmap oltre quota 10.000 dopo il 2030. Il principale elemento distintivo è il funzionamento a temperatura ambiente, senza frigoriferi a diluizione o infrastrutture criogeniche. Restano però da verificare in modo indipendente diversi risultati, tra cui la fedeltà dichiarata e la reale capacità di scalare l’architettura.

Come funzionano i qubit nel diamante

Il cuore della tecnologia è il centro nitrogen-vacancy, formato quando un atomo di azoto sostituisce un atomo di carbonio e lascia una posizione vuota accanto a sé. Questo difetto crea uno stato elettronico controllabile: il suo spin può essere inizializzato e letto con impulsi laser, mentre le microonde ne modificano lo stato. A differenza di molte architetture quantistiche, il sistema può operare a temperatura ambiente.