Non solo la stesa durante la notte bianca di Secondigliano. È di poche ore fa, una rissa tra immigrati a Porta Capuana, culminata nell’accoltellamento di un extracomunitario. Due facce della stessa medaglia: da un lato l’emergenza camorra, in una zona come Secondigliano al centro di uno scontro tra vecchi boss (freschi di scarcerazione) e nuove leve; dall’altro, l’emergenza legata a scontri tra immigrati. Quanto basta a spingere il prefetto Michele di Bari a convocare per questa mattina un comitato per ordine pubblico e sicurezza. Ore 12.30, tavola rotonda tra forze dell’ordine, associazione e componenti politiche. Ma partiamo dall’ultimo episodio. Sono le sette di ieri mattina, quando un gruppo di immigrati viene alle mani con un altro gruppo. Arriva una segnalazione alla polizia, nella zona di via dei Tribunali, un uomo senza documenti, di origine nordafricana, riverso a terra. Aveva segni di una pugnalata alla nuca e colpi al volto. È ricoverato al Pellegrini, grazie al tempestivo intervento degli agenti di Upg e del commissariato Decumani. Torniamo alla camorra. Dieci colpi di pistola esplosi nel mucchio e un allarme rosso destinato ad allargarsi per cerchi concentrici. Dopo la violenza cieca e le urla dei bambini messi in salvo mentre la notte bianca di Secondigliano precipitava nel baratro del panico, sotto i riflettori delle indagini finiscono non solo i «ragazzi terribili» del rione Berlingieri, protagonisti di una faida a bassa intensità che va avanti ormai da quasi un anno e mezzo. Sullo scacchiere criminale dell’area nord di Napoli si allunga, prepotente e minacciosa, anche l’ombra della vecchia guardia del «sistema». Pregiudicati di spessore, che hanno da poco saldato il proprio debito con la giustizia, pronti a riprendere il controllo degli affari. Su tutti, quello del racket ai danni dei commercianti.