a

È venuto il momento, amici lettori, di enunciare ad alta voce una scomoda e spiacevole verità: non un’opinione, ma un’evidenza segnalata dall’aritmetica, che notoriamente non ammette repliche.

Se per caso (speriamo davvero di no, e lavoriamo affinché non succeda) il centrodestra dovesse perdere le elezioni politiche del 2027, quell’esito catastrofico sarà dovuto al generale Roberto Vannacci. Anzi, visto che ormai è in politica da un paio d’anni, chiamiamolo come si deve: l’onorevole Roberto Vannacci. Non ci sono scuse.

Da tempo la dinamica delle elezioni nelle democrazie occidentali funziona così: non si spostano voti, non ci sono «indecisi» da traghettare da uno schieramento all’altro, non esiste un fantomatico «centro» che sceglie di volta in volta. No: vince lo schieramento di destra o di sinistra che minimizza le defezioni al proprio interno, che massimizza la partecipazione dei suoi elettori potenziali, che - come si dice - «fa il pieno» degli elettori della propria area.

4 di Sera, dal riarmo all'economia. Capezzone smaschera l'opposizione: “Non c'è nessun disastro in corso”