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La crisi con la Spagna su Schengen è figlia della reazione italiana a Ceuta, così come le tensioni con Berlino per le espulsioni dei migranti verso l’Italia. Ma per Meloni è l’unico modo per ergersi a vittima, il suo ruolo preferito.

Molti nemici, molto onore, diceva qualcuno un secolo fa, padre non solo del fascismo, ma pure del vittimismo di destra, evidentemente. Molti nemici, molti voti, pensa qualcun’altra, un secolo dopo, donna, madre, cristiana, italiana, alla ricerca spasmodica del consenso necessario per restare a Palazzo Chigi, e magari pure per tentare di cambiare palazzo e colle. Molti nemici, e i nemici eccoli qua, anzi là, fuori dai nostri confini, per permettere a Giorgia Meloni di recitare la parte della suprema custode degli interessi italiani, passo fiero e sguardo in camera. Prima la Spagna del cattivissimo compagno Pedro Sanchez. Poi la Germania dell’ex amico Friedrich Merz. Perfetti sparring partner per cosentire alla premier italiana di mostrare al mondo il suo talento migliore: avvelenare i pozzi e accusare gli altri di averlo fatto. Piccolo riassunto: la Spagna si trova a fronteggiare una crisi migratoria piuttosto complicata a Ceuta, con il confine dell’exclave violato da decine di migliaia di giovani marocchini. Anziché mostrare solidarietà, Meloni coglie la palla al balzo per attaccare Sanchez sul suo modello di gestione dei migranti, che prevede anche permessi di soggiorno per gli irregolari che già lavorano in Spagna. Si fa promotrice di una lettera contro di lui, che viene controfirmata da 22 leader europei su 26 (Spagna esclusa, ovviamente) e, unica e sola, sospende il trattato di Schengen con Madrid senza alcun motivo valido, visto che né chi arriva a Ceuta né chi è stato regolarizzato in Spagna può circolare liberamente per l’Europa. La Spagna, dal canto suo, non ci sta: l’Italia, dice, è terra di sbarchi di irregolari pari al doppio di quelli spagnoli. E quindi sospende a sua volta Schengen verso l’Italia, aumentando i controlli anche per gli italiani in vacanza in terra iberica. L’incidente è servito: e finalmente Meloni può piangere per la triste sorte degli italiani che la Spagna cattiva ha riservato loro, offrendo Sanchez come bersaglio dei loro strali di turisti in coda col passaporto in mano. Come se l’incendio non l’avesse appiccato lei, come se i pozzi non li avesse avvelenati lei. E siccome quando uno è bravo, da un incidente sa tirare fuori due nemici, ecco che arriva puntuale pure la Germania. Che, di fronte alla crisi spagnola, coglie la palla al balzo e annuncia che riconsegnerà all’Italia i migranti sbarcati sulle nostre coste. E siccome il mondo è buffo, lo fa appellandosi all’entrata in vigore del nuovo Regolamento europeo sull'asilo (Geas) lo scorso 12 giugno, quello tanto voluto e rivendicato proprio da Giorgia Meloni. Anche qui: chi ha creato le condizioni perfette per l’incidente con la Germania? Chi ha offerto l’appiglio alla Germania per chiedere che i richiedenti asilo che ospita tornino nel Paese di prima accoglienza, cioè in Italia? E chi adesso piange contro la Germania cattiva? Molti nemici, molto onore, diceva quello. Se saranno molti voti, dipenderà da quanto gli italiani ci cascheranno, nel giochino dell’incendiaria vittimista. Altrimenti, di nuovo, buon per il generale Vannacci. A cui non sembra vero che l’Italia si trovi in mezzo a un’emergenza migratoria con gli sbarchi in calo, quando nessuno ne parlava più.