Dopo i crimini contro l’umanità commessi il 7 ottobre 2023 da Hamas e da altri gruppi armati palestinesi durante gli attacchi nel territorio israeliano, Israele ha avviato una campagna brutale e distruttiva nella Striscia di Gaza che è arrivata a costituire un genocidio, tuttora in corso.
Israele ha potuto compiere crimini di diritto internazionale grazie alla pressoché ininterrotta fornitura di armi e munizioni da un certo numero di Stati di primo piano, come Stati Uniti d’America, Germania e la stessa Italia. Un rapporto di ricerca pubblicato di recente da Amnesty International ha aggiunto un altro stato all’elenco: l’India. La ricerca descrive la stretta e vantaggiosa partnership tra il governo indiano e il settore della difesa israeliano che ha reso lo stato asiatico un importante elemento della catena di forniture di armi e munizioni a sostegno delle operazioni militari dell’esercito di Israele.
Attraverso l’uso di dati commerciali relativi alle spedizioni tra India e Israele, Amnesty International ha verificato che armi, munizioni, parti di ricambio e componenti made in India sono state spedite a grandi aziende israeliane che riforniscono l’esercito israeliano. Tra le aziende indiane figurano alcune che sono direttamente possedute e controllate dallo Stato. Non solo, dunque, il governo indiano non ha controllato, come avrebbe dovuto ai sensi del diritto internazionale, le esportazioni di armi a Israele da parte di aziende private ma ha anche rafforzato la sua partnership in materia di difesa con lo stato israeliano.






