HomeEsteriIsraele "No al piano Trump"Netanyahu rifiuta il ritiro da Gaza "Prima Hamas deponga le armi" .Una bambina palestinese sfollata tra le macerie di Jabalia, nel nord della Striscia di GazaRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguicidi Marta OttavianiROMAIl premier israeliano Benjamin Netanyahu respinge il piano in 15 punti per Gaza presentato dal Board of Peace e si conferma una nuova spina nel fianco del presidente americano Donald Trump, deciso a chiudere nel più breve tempo possibile i fronti di guerra. "Ho grande apprezzamento per il presidente Trump – ha dichiarato Netanyahu –. È un nostro grande amico alla Casa Bianca. A differenza di tutti quelli che ci fanno la predica, stiamo facendo ciò che deve essere fatto per la sicurezza di Israele e sappiamo e siamo in grado di mantenere la nostra posizione anche di fronte ai nostri migliori amici, quando necessario". Subito dopo ha bocciato la road map per Gaza: "Israele respinge il documento dei 15 punti. L’Idf non si ritirerà finché Hamas non sarà disarmato dalle armi, pesanti e leggere". E ha aggiunto: "Finché sarò primo ministro, non ci sarà alcuno Stato palestinese, né a Gaza né in Cisgiordania".

Le parole di Netanyahu hanno raccolto il plauso del ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, leader dell’ala più oltranzista della maggioranza, che ha ringraziato il premier per aver chiarito che Israele non si ritirerà "di un millimetro" dalla Striscia prima del "dissolvimento totale di Hamas". Sul terreno, tuttavia, emergono segnali più sfumati: secondo la Radio militare, il governo avrebbe già autorizzato l’avvio della ricostruzione in una "zona pilota" di Rafah, ancora sotto controllo israeliano, mentre nell’area sono attesi i primi contingenti della Forza internazionale di stabilizzazione.