È già scontro tra schieramenti. Truzzu (FdI): «Ostinazione incomprensibile». Li Gioi (M5S): «Stop all’iter, se serve»10 agosto 2026 alle 00:27In Consiglio regionale approda lo stanziamento di 30 milioni per la fusione degli scali sardi

Più che un voto, sembra una sfida. Prima di tutto alla Corte dei Conti. A un mese dalla requisitoria della procuratrice generale Valeria Motzo, che sulla fusione degli aeroporti il 10 luglio ha sottolineato «la sussistenza di aspetti allo stato ancora poco chiari», il Campo largo ha deciso di tirare dritto. E oggi, sul Dl 203/A, la variazione di bilancio voluta dalla Giunta, è atteso il via libera all’articolo 4, quello che sulla privatizzazione degli scali sardi stanzia 30 milioni perché la Regione arrivi al 9,25% nella futura holding della gestione unica. Il pacchetto di maggioranza, quindi il controllo, andrebbe col 50,25% a F2i Ligantia, il fondo di investimento che vuole fare suo pure il Mameli di Cagliari, aggiungendolo all’Aga Khan di Olbia e al Riviera di Corallo ad Alghero. La seduta inizia alle 15.

La requisitoria

È dal 2023 che la Corte dei Conti, Sezione Controllo della Sardegna, boccia l’operazione, un colpaccio concordato da F2I con la Camera di commercio di Cagliari e Oristano, attuale gestore del Mameli attraverso il 94,45% detenuto in Sogaer. A tre anni fa risale infatti il primo parere negativo della magistratura contabile, con la deliberazione numero 100 che la stessa procuratrice ha citato a luglio. Anche perché «gli aspetti poco chiari caratterizzano l’intera operazione», ha sottolineato Motzo. La privatizzazione è prevista in due passaggi: prima la cessione dello scalo del capoluogo, poi la costituzione della holding. Il tutto senza gara, ciò che per i giudici contabili, ma anche secondo l’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, rappresenta una violazione del Tusp, il Testo unico sulle società a partecipazione pubblica in cui rientrano le Camere di commercio. Le quali sono pure vincolate ad azioni di carattere territoriale: vuol dire che per l’ente di Cagliari e Oristano gestire gli scali di Olbia e Alghero non sarebbe «strettamente riferibile all’utilità e agli interessi radicati nell’area di competenza».