Where are you going?», «Canalone Beach, please». Come se fosse una località segnata sulle guide, un posto conosciuto da tutti. E invece è sempre lui, il vecchio Canalone di San Girolamo, spiaggia popolare per generazioni di baresi che quest’estate ha scoperto una nuova vocazione: quella internazionale. Polacchi, americani, turisti asiatici. Prendono un taxi, chiedono di essere accompagnati proprio lì e scendono davanti a quella lingua di mare che per decenni è stata soprattutto il rifugio estivo del quartiere. Un piccolo pezzo di Bari balneare diventato, quasi senza volerlo, una destinazione anche per chi arriva da migliaia di chilometri di distanza.
Sono da poco passate le 10 e Nicola Damiani è seduto su una sedia all’ingresso del lido. Davanti a lui c’è un tavolino. Sopra, una cassetta e un piccolo salvadanaio. La scritta è fatta a penna, in grande, perché possa capirla anche chi non parla italiano: “Tips for boys”. «La mancia più alta? Dieci euro. Ma è successo solo una volta». Damiani è uno dei responsabili dell’associazione “Lamasin Ta Aps”, che gestisce il servizio di noleggio. All’ingresso sono in cinque, tutti giovanissimi, pronti ad accogliere i bagnanti, mentre altri ragazzi presidiano il secondo accesso. Una piccola organizzazione fatta in casa, senza fronzoli, che accompagna l’intera giornata del Canalone.






