L’Etna continua a manifestare una vivace dinamica eruttiva, sotto costante sorveglianza in quanto vulcano attivo più alto d’Europa.

L’ultimo bollettino dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo (INGV-OE), riferisce che i sopralluoghi sul terreno e l’analisi delle telecamere di monitoraggio confermano il perdurare dell’attività esplosiva al cratere della Voragine.

La fase in corso è caratterizzata da un’alternanza di intensità. Nei momenti più energici si osserva una cospicua ricaduta di bombe vulcaniche nell’area sommitale, accompagnata da un denso e abbondante pennacchio di cenere, che i venti disperdono in direzione Sud-Sud-Est (SSE).

Segnali di particolare vitalità provengono anche dalle bocche eruttive poste a quota 2.750 e 2.360 metri, entrambe pienamente attive. Da queste fratture si originano più colate laviche che alimentano articolati campi di lava, con locali sovrapposizioni di materiale incandescente.

Le condizioni meteorologiche avverse non consentono, al momento, di definire con precisione la posizione dei fronti più avanzati; l’INGV conferma tuttavia che le colate restano confinate a quote comprese tra i 2.100 e i 1.850 metri.