A due settimane dal via la serie A sembra avvolta in una nebbia che ne offusca i contorni. La scritta 'lavori in corso' campeggia simbolicamente in quasi tutti i ritiri un po' per il ritardo della condizione dovuto al mondiale a cui ha partecipato la legione straniera, un po' per l'andamento lento e deludente del mercato, specie se messo a confronto con i fuochi di artificio della Premier e delle big degli altri tornei maggiori. Sembrano le stesse difficoltà che affliggono la nazionale partita tra polemiche, dimissioni e tanti intoppi nel suo percorso di rigenerazione dopo tre mondiali falliti.

Il calcio italiano comincia zoppicando la sua stagione che deve portare una riscossa anche nelle coppe europee. Tre delle squadre più blasonate (Napoli, Juventus e Milan) fanno fatica a piazzare i tanti esuberi accumulati negli anni, anche perché i club stranieri acquirenti cominciano a ritenere la serie A poco 'allenante'.

Viceversa quando devono fare shopping molte società non riescono a competere adeguatamente, come conferma la fuga dell'Inter per Palestra, quella della Roma per Greenwood e Summerville. A 15 giorni dall'avvio il borsino del campionato non lascia intravedere molte novità.

L'Inter parte in pole position anche se è stato inserito solo Stones e manca ancora qualcosa. Il suo zoccolo duro è in grado di fare ancora la differenza e dovrà guardarsi innanzitutto dal Napoli che si è affidata ad Allegri, gestore impareggiabile di situazioni complicate. Ma stavolta Max non dovrebbe faticare più di tanto per mettere in campo una squadra competitiva, ereditata da Conte, che si deve solo liberare degli elementi in sovrannumero.