Pavia. Se per il centro di ricerca del Parco Cardano dovrebbe essere rispettata la scadenza di fine lavori (tra la fine di quest’anno e l inizio del prossimo) si allungano invece i tempi della fase 2, quella relativa all’area dedicata all’insediamento di imprese. «Pensiamo di completare tutto tra il 2030 e il 2031», spiega Mauro Capitanio, neo amministratore delegato di Principia (ex Arexpo), il soggetto attuatore del Parco per l’innovazione sostenibile voluto dall’Università in zona Cravino. I lavori al centro di ricerca sembrano in stato avanzato. Può confermare che sarà rispettato il termine di fine anno per completarli? «Sono amministratore delegato da meno di un mese, anche se come direttore operativo ho seguito gli sviluppi del Parco Cardano, e confermo che il progetto è tra quelli prioritari per Principia. Fuori da Mind è il primo parco tecnologico che replichiamo, un modello in cui coesistono Università, startup, multinazionali e la leadership pubblica di Principia. Sui 2.400 metri quadrati del centro di ricerca stiamo rispettando i tempi: i lavori dovrebbero concludersi tra fine anno e gennaio. Poi ci sarà la fase di allestimento che ragionevolmente si completerà a giugno 2027». Sulla seconda fase, l’area per le imprese, pare invece che ci sia un po’ di incertezza. A che punto è? «Sul polo delle imprese è stato fatto un lavoro enorme, con l’ individuazione di soggetti interessati che per insediarsi devono rispondere a certi requisiti, tra cui stipulare un contratto di ricerca con l’Università. L’interesse è molto alto, a oggi ci sono 16 imprese che vorrebbero insediarsi, tra le più importanti multinazionali del settore semiconduttori e chip e startup sia di respiro nazionale che nate nell’Università di Pavia. L’area è divisa in quattro lotti di circa 38mila metri quadrati e in questo momento stiamo lavorando sul primo. La progettazione è in fase avanzata, ha già fatto passaggi nelle commissioni comunali ambiente e paesaggio e negli ultimi mesi abbiamo intensificato le interlocuzioni con Università, incontrando più volte il rettore». Il suo predecessore De Biasio aveva parlato due anni fa dell’inizio dei lavori del primo lotto a metà 2025 e termine a fine 2027. «La pianificazione prevede di completare il primo lotto un anno dopo il centro di ricerca, quindi entro fine 2028. Si tratta di un’area di 5mila metri quadrati, più 400 per ristorazione, per 5-6 imprese. In questo caso gli allestimenti sono un po’ più lunghi, quindi come data operativa di insediamento delle prime aziende nel primo lotto stiamo puntando sul 2029. Ma Principia, nell’ottica di un aggiornamento del proprio piano industriale, sta valutando nuove forme di investimento che potrebbero dare un’accelerazione importante al piano: entro fine anno potremo avere una visione più chiara. Lavoriamo per intercettare investimenti che potrebbero portare a una partenza sincrona di più lotti, ed entro fine anno contiamo di chiudere gli accordi preliminari almeno con le prime imprese». Le risorse per realizzare questo primo stralcio ci sono già? «Al momento ci sono le risorse per la progettazione, che sono già state investite. La revisione finanziaria di cui parlavo dovrebbe comprendere anche gli altri tre stralci, per i quali a oggi non sono allocate delle risorse». Quali previsioni si possono fare per gli altri tre stralci? «Se entro fine anno riusciremo a chiudere questa operazione, ragionevolmente nel 2030-31 si potrebbe completare tutto il parco: sarebbe una buona tempistica». C’è una stima dell’investimento per il primo lotto? «Per ciascuno dei lotti, circa 5mila metri quadrati che comprendono anche infrastrutture, viabilità, parcheggi, la previsione di spesa è di 20 milioni circa. In totale parliamo di una operazione di un centinaio di milioni».