«Il rischio terrorismo e il rischio di immigrazione clandestina non possono essere sottovalutati. Ecco perché fino al 15 agosto l’Italia non potrà cambiare la sua decisione sulla sospensione di Schengen nei confronti di aerei e navi provenienti dalla Spagna. Dopo, quando la situazione sarà tornata alla normalità, siamo pronti a ripristinare la situazione precedente». E’ quanto dichiara il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, al Gr Radio Rai.Sale a 83 il numero dei morti a Ceuta

La guardia civil spagnola ha recuperato il corpo di un uomo nelle acque di Ceuta. Sale così a 83 il numero totale delle vittime legate al massiccio afflusso di migranti del 30 luglio. Il corpo, in avanzato stato di decomposizione, è stato localizzato da membri del servizio marittimo e del gruppo attività subacquee della guardia civil, a circa 800 metri dalla zona di Juan XXIII.Dopo il recupero, il corpo è stato trasportato al porto peschereccio di Ceuta e l’unità organica della polizia giudiziaria è stata informata per avviare le indagini al fine di determinare l’identità dell’uomo e le circostanze della sua morte.Questo ultimo ritrovamento giunge due giorni dopo il recupero di altri due corpi nelle acque costiere di Ceuta. Uno era quello di un giovane sub-sahariano morto in mare dopo essere caduto mentre tentava di raggiungere Ceuta in parapendio dal Marocco, l’altro era quello di un uomo nordafricano trovato in costume da bagno nella zona di Almadraba.Tutte le vittime, ad eccezione di una donna, sono uomini, secondo i dati raccolti durante le operazioni di identificazione e riconoscimento dei corpi. L’istituto di medicina legale ha comunicato che, ad oggi, sei dei deceduti sono stati identificati: tre tramite impronte digitali e tre tramite analisi biologiche.Si tratta di uomini maggiorenni di nazionalità marocchina. Inoltre, altri tre corpi sono in attesa di conferma tramite analisi biologiche e si sta effettuando un confronto diretto del Dna con campioni prelevati dai familiari. Le squadre forensi hanno raccolto campioni biologici e impronte digitali da tutti i corpi recuperati dal mare.Una volta eseguite le autopsie, le impronte digitali vengono digitalizzate e inviate dal servizio di criminalistica della guardia civil per stabilire l’identità delle vittime. Qualora ciò non sia possibile, si ricorre al confronto genetico con i familiari o all’invio dei dati delle impronte digitali in Marocco. Il processo di identificazione è stato rafforzato dalla collaborazione di professionisti provenienti da diverse regioni della Spagna.Nella prima fase, hanno partecipato tre medici legali di Ceuta, due di Càceres e uno ciascuno di Salamanca e Valladolid, insieme a tecnici di anatomia patologica provenienti da Ceuta, Càceres, Salamanca e Valladolid. Il 5 agosto è avvenuto un cambio di personale, con l’aggiunta di due medici legali dell’Istituto di Medicina Legale di Albacete, un tecnico di anatomia patologica della stessa provincia e un altro proveniente da Toledo.Contemporaneamente, la guardia civil ha istituito un ufficio ante-mortem per consentire alle famiglie degli scomparsi di presentare denunce e fornire campioni biologici per il confronto con i corpi ritrovati.Ad oggi, sono state presentate 19 denunce, oltre ad altri controlli e indagini per chiarire l’identità delle vittime. Tutte le informazioni sono centralizzate presso il centro dati integrato (Cid), creato per coordinare la risposta a questa emergenza in conformità con il protocollo nazionale per l’azione medico-legale e di polizia scientifica in caso di incidenti con più vittime.Anche il sistema giudiziario è stato rafforzato. Il tribunale di turno di Ceuta ha un secondo giudice per gestire i procedimenti derivanti dall’emergenza e apre un fascicolo per ciascuno dei corpi recuperati dal mare, che include il referto autoptico preliminare.Una volta accertata l’identità in sede giudiziaria, il tribunale procede all’identificazione del defunto e, in assenza di parenti che reclamino la salma, rilascia il relativo permesso di sepoltura.