Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiPer anni ci hanno raccontato la favola della “fuga dei cervelli”. Un Paese svuotato di giovani, valigie sempre pronte, aeroporti trasformati in stazioni di partenza senza ritorno. Un racconto perfetto per i professionisti del disfattismo: l’Italia condannata al declino e i ragazzi costretti a cercare fortuna all’estero. Peccato che la realtà abbia la cattiva abitudine di smentire lo storytelling.

I dati più recenti raccontano infatti una storia diversa. Nel 2025 gli italiani emigrati sono scesi a poco più di 109 mila, contro i 141 mila dell’anno precedente. Tra i giovani dai 18 ai 39 anni il calo è ancora più evidente: da oltre 88 mila a circa 64 mila. Altro che esodo biblico. La fuga rallenta. E c’è un’altra verità che i professionisti del catastrofismo dimenticano accuratamente. Moltissimi di quelli che partono... ritornano. Perché scoprono sulla propria pelle che lo stipendio mensile non basta per giudicare la qualità di un mercato del lavoro. Se a Londra, Amsterdam, Dublino o Berlino guadagni mille euro in più ma ne spendi millecinquecento tra affitto, trasporti, assicurazioni e bollette, il saldo finale è presto fatto: il conto in banca piange e il portafoglio pure. È il piccolo dettaglio che gli amanti delle classifiche internazionali fingono di ignorare: conta la RAL, conta il potere d’acquisto, conta soprattutto quello che resta in tasca a fine anno. E spesso resta molto meno di quanto promettevano i depliant dell’Eldorado europeo. Così tanti giovani fanno quello che è sempre stato intelligente fare: due o tre anni di esperienza, una lingua straniera, qualche competenza in più e poi rientro in Italia. Non per nostalgia, ma per convenienza. Nel frattempo il mercato del lavoro italiano è cambiato. Più occupazione, più contratti stabili, disoccupazione ai minimi, riforma delle politiche attive, SIISL, incentivi alle assunzioni. Un sistema che, piaccia o no, è diventato più inclusivo e offre prospettive che fino a pochi anni fa sembravano impensabili.