Un attico di 485 metri quadrati nel quartiere chic di Chamberí, con sala cinema insonorizzata, cinque camere con bagno privato e persino una stanza per la servitù. È l’immobile che il governo regionale di Madrid, guidato dalla popolare Isabel Díaz Ayuso, ha acquistato lo scorso aprile con denaro pubblico, ufficialmente per farne un “ufficio temporaneo” della presidenza durante alcuni lavori di ristrutturazione nella sede istituzionale, la Real Casa de Correos. Da giorni lo scandalo, ribattezzato dalla stampa spagnola “il caso dell’attico“, sta scuotendo la politica madrilena e mette sotto pressione una delle figure più potenti del Partito Popolare. E rischia ora di trasformarsi in un ulteriore fronte giudiziario e politico per Ayuso, figura di punta del Partito Popolare e già al centro in passato di altre polemiche legate alla gestione della cosa pubblica nella Comunità di Madrid. Ma questa volta, a differenza che in passato, con parte del suo stesso partito che osserva la vicenda con crescente e malcelata inquietudine.
L’operazione è stata gestita da Planifica Madrid, una società pubblica dipendente dall’amministrazione regionale, che ha pagato 6,3 milioni di euro per l’immobile, inclusa una commissione del 3% per l’agenzia immobiliare (circa 189mila euro), teoricamente a carico del venditore. È la prima cifra ufficiosa che emerge sull’operazione, dal momento che il governo regionale non ha mai pubblicato alcun dettaglio nel Portale della Trasparenza della Comunità di Madrid, come la legge richiederebbe. Né Ayuso né alcun membro del suo esecutivo ha voluto chiarire pubblicamente il costo dell’operazione, né identificare i cosiddetti “collaboratori necessari” che l’hanno resa possibile. Curiosamente, il prezzo di acquisto coincide quasi esattamente con quanto il governo regionale spera ora di incassare dalla rivendita: tra i 6 e gli 8 milioni di euro.















