Da settant’anni un gemellaggio esclusivo affida a una formula diventata celebre — “Solo Parigi è degna di Roma; solo Roma è degna di Parigi” — il senso di una relazione che attraversa arte, cultura, letteratura, politica e modi diversi di abitare la storia. Con Antonio Calbi, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Parigi, il racconto di questo legame diventa anche un’occasione per interrogare la Francia e l’Europa di oggi: le loro inquietudini, le trasformazioni sociali, le nuove fratture e il ruolo che la cultura può ancora avere nel comprendere il presente prima ancora che nel celebrarlo.
‘’Siamo l'istituto più vivace degli 86, così ci dicono a Roma. Le nostre programmazioni sono seguite da una media di 200/250 persone a sera, in una sala che ne tiene 150 seduti, c'è obbligo di prenotazione e così dai cognomi capiamo la provenienza, l’80% sono francesi. Curiamo 120/150 eventi in sede, all'Hotel de Galliffet, e altri 50 fuori’’. Così ci accoglie il Direttore Calbi.
‘’Solo Parigi è degna di Roma; solo Roma è degna di Parigi”: è una dichiarazione d’amore, una manifestazione di orgoglio oppure il riconoscimento che queste due città non hanno mai accettato di essere seconde a nessuno?







