Un lettore scrive:«Venerdì sera tardi sono tornato a Torino da una breve vacanza. Sono atterrato a Caselle e ho tentato di prendere l'ultimo treno per raggiungere la città. Ho comprato il biglietto online appena atterrato e sono arrivato al binario circa 15 minuti prima della partenza del treno annunciato dai tabelloni. Peccato che dopo circa quaranta minuti di attesa oltre l'orario previsto il treno sia sparito dai tabelloni e l'unica addetta presente ha semplicemente detto che avrebbe potuto chiudere la stazione perché il suo lavoro era finalmente concluso. Stessa sorte per il treno per Ciriè al binario opposto al mio. Da quel lato aspettavano persone che hanno espresso tutta la loro disperazione perché non sapevano proprio come fare per tornare a casa. Io ho preso un taxi. Lascio le considerazioni sul livello di affidabilità dei servizi offerti a chi legge.Qualcuno paga di tasca propria i disagi prodotti alle persone con tanta leggerezza? Intanto Torino si candida a Capitale europea della Cultura e aspira a ricevere visitatori da tutto il mondo. Buona fortuna! ».Danilo Quarta Un lettore scrive:«Leggo che secondo la soprintendenza il modo in cui andrebbe tutelato il valore architettonico di via Roma è lasciandola in un invivibile inferno di calore. Pare davvero eccessivo che i passanti che non vogliono bollire stiano sotto i portici senza poter apprezzare il valore architettonico della via, che andrebbe quindi protetto a scapito della cittadinanza. Un'altra ideona dell'ente che ha fatto naufragare le tettoie della metropolitana, causando due decenni di disservizi».R. D. Un lettore scrive:«Denuncio il grave e insostenibile disservizio che sta colpendo le persone anziane, invalide e le loro famiglie nel territorio dell'Asl To3, relativamente alla mancata consegna degli ausili assorbenti. Mia madre ha 96 anni. Io e mia sorella facciamo già i salti mortali quotidiani per accudirla con dignità. A questo carico, già gravoso, si aggiunge oggi un'efficienza assistenziale pari a zero: le dotazioni spettanti di diritto non vengono consegnate. L'apice del disservizio si è toccato nei giorni scorsi quando, dopo aver concordato un appuntamento e aver atteso in casa l'intera giornata, non si è presentato nessuno. Cercare risposte o assistenza è impossibile: i numeri di telefono messi a disposizione dalla ditta Amos (incaricata del servizio dall'Asl) suonano costantemente a vuoto o interrompono la linea non appena si avvia il contatto. Una situazione che definire vergognosa è poco. Sappiamo che il cambio di appalto e il passaggio ad Amos dovevano risolvere i vecchi problemi, ma la realtà attuale parla di un caos logistico totale scaricato interamente sulle spalle dei soggetti più fragili e dei loro caregiver».Claudio Beccaria DONA IL TUO 5XMILLE - C.F. 97507260012: specchiotempi@lastampa.it - www.specchiodeitempi.org - Info: 011.6568376.