Fu rapito e torturato. Cinque giorni di orrore in mano a una banda di criminali. Volevano soldi per un debito che aveva la famiglia della ex moglie. Alla fine riuscì a liberarsi e a fuggire. Si nascose di notte nella foresta e da qui, con l’aiuto di un conoscente, chiamò la polizia. Preso in carico dall’autorità consolare, rientrò a Lucca con ancora evidenti ematomi e lesioni. Successe nel 2014.

Simon Wolf, imprenditore nel settore finanziario e scrittore, ha deciso di raccontare questo capitolo drammatico del suo passato nell’opera "Questo è il mio Brasile" (ed Kinsley & Co), una trilogia della quale è uscito da poco il primo volume, "Il destino in fiamme". Il 15 agosto uscirà poi il secondo, "Fratture nel cuore" e il 15 settembre il terzo, "L’ultima forma dell’amore". Il primo libro narra l’inizio: il viaggio in Brasile, gli incontri, e gli eventi che, un passo dopo l’altro, condurranno a una realtà che nessuno avrebbe potuto immaginare. Anche perchè scoprirà che la famiglia della donna di cui si era innamorato nasconde qualcosa che non avrebbe mai immaginato.

Del sequestro di Wolf si occuparono la Squadra Mobile di Lucca e l’unità di crisi della Farnesina. In Brasile, all’esito delle indagini, ci furono una serie di arresti. Oggi Wolf ha 52 anni, e vive fra Lucca e la Spagna.