Toci: "Dieci anni di lavoro per restituire alla comunità un patrimonio unico"Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciALTOPASCIO

Parte la procedura per la gestione del Centro Visite dell’oasi del lago di Sibolla fino al 2031. C’è un bando destinato agli enti del Terzo Settore, iscritti al RUNTS, scadenza le ore 12 del 15 settembre. Dal 2016-2017, infatti, il Comune ha progressivamente riportato il sito al centro delle proprie politiche ambientali: prima con le aperture straordinarie del Centro visite e le visite di valorizzazione, poi ottenendone nel 2020 la gestione diretta dalla Regione Toscana. Da allora sono cresciuti investimenti, interventi e attività: manutenzioni, visite guidate, laboratori, iniziative per famiglie e scuole, progetti scientifici, educazione ambientale e collaborazioni con associazioni e realtà specializzate, interventi di recupero e rigenerazione ambientale, investimenti nel miglioramento dell’area complessiva e del centro visite. "Quello sul Sibolla è un progetto costruito passo dopo passo, con una visione precisa: tutelare un patrimonio straordinario e contemporaneamente renderlo conosciuto, vissuto e accessibile nel pieno rispetto dei suoi delicatissimi equilibri, – commenta il vicesindaco con delega all’ambiente Daniel Toci, – in questi anni abbiamo investito risorse, recuperato il Centro visite, migliorato i percorsi, acquisito aree, promosso ricerca, visite, laboratori e attività con le scuole. Un lavoro che non sarebbe stato possibile senza le tante realtà che hanno condiviso questo percorso. Voglio quindi ringraziare gli attuali gestori, l’associazione Lipu e Amici del Padule di Fucecchio per la biodiversità, per il lavoro, la competenza e la cura con cui hanno accompagnato questa fase, e tutte le associazioni, i volontari, gli enti scientifici e i soggetti che negli anni hanno collaborato con noi, a partire da Natura di Mezzo, le fondazioni, il Consorzio di bonifica, le guide ambientali. I risultati raggiunti appartengono a una comunità che ha scelto di prendersi cura del Sibolla. La nuova gestione dovrà partire da qui e consentirci di fare ancora un passo avanti". Sono circa 60 ettari, riconosciuti a livello internazionale dalla Convenzione di Ramsar.