Firenze, 9 agosto 2026 – “Da bambino guardavo ’Che tempo fa?’ del colonnello Bernacca. I suoi modi eleganti, gentili ma anche buffi mi affascinavano: con la bacchetta indicava sulle mappe il sole, il vento e poi con i gesti delle mani simulava lo scorrere delle correnti o altro. Sì, forse tutto è iniziato così”. Parola del fiorentino Bernardo Gozzini (classe 1959), storico amministratore unico del Consorzio LaMMA (il servizio meteorologico della Regione Toscana e del Cnr): per quasi un trentennio ha guidato la transizione della meteorologia locale verso una scienza predittiva e di mitigazione del rischio, diventando una delle voci più autorevoli e ascoltate nella divulgazione scientifica degli eventi meteo estremi in Italia.
Gozzini, ma questo caldo durerà ancora molto?
“Sarei in pensione, adesso. Però amici e parenti persistono a farmi domande sul tempo”.
Quindi le previsioni meteo continuano a far parte della sua vita?
“Sì, la condizionano ancora oggi. Sarà deformazione professionale ma la mattina, ancora prima di leggere il giornale, controllo le app del meteo. Ovviamente inizio da quella del LaMMA e poi passo a quella preimpostata sullo smartphone. E spesso mi guardo anche le mappe”.







