Di: Telegiornale - Omar Cartulano / pon I data center che si stanno sempre più diffondendo anche in Svizzera sono notoriamente grandi consumatori di elettricità, ma potrebbero anche diventare grandi fornitori di calore per il teleriscaldamento. Questo potenziale, tuttavia, viene sfruttato in modo ancora insufficiente. L’esempio negativo e quello positivoCome a Beringen, nel canton Sciaffusa, dove attivisti hanno protestato non solo contro l’elevato fabbisogno energetico della struttura, ma anche contro una licenza edilizia che non ha obbligato i gestori a riutilizzare esternamente il calore generato. ““Nel caso di Beringen “, afferma peraltro Adrian Alterburger, professore alla Hochschule di Lucerna, “si vede chiaramente come un centro di calcolo relativamente grande, con un’ingente produzione di calore, si trovi nei pressi di un piccolo villaggio con un fabbisogno termico relativamente basso. Questo rapporto tra domanda e offerta non funziona. Idealmente, i data center dovrebbero trovarsi dove ci sono anche più consumatori.”Un esempio positivo si trova invece a Dielsdorf, dove al momento della costruzione non esistevano ancora norme in materia nel Canton Zurigo. “Per noi, aver pianificato tutto questo è stato più che altro un contributo sociale a favore dell’ambiente. Abbiamo sostenuto noi i costi e forniamo il calore praticamente gratis”, spiega Roger Süess, amministratore delegato del Green Group. A partire dall’autunno, il calore residuo del data center fornirà riscaldamento e acqua calda a sei comuni. Un potenziale sfruttato solo parzialmenteA livello svizzero il potenziale sarebbe notevole: secondo uno studio, a medio termine si potrebbero rifornire fino a 185’000 abitazioni private. Tuttavia, attualmente solo poco più di un terzo di tutti i centri di calcolo sfrutta il calore residuo. “I cantoni non sono ancora molto attivi nella pianificazione territoriale. Ma presumo che la necessità di intervenire sia stata riconosciuta ed è solo questione di tempo prima che vengano emanate delle direttive”, afferma il professor Altenburger.Sciaffusa, dopo il caso di Beringen, lo ha già fatto: i centri futuri dovranno sfruttare obbligatoriamente almeno la metà del calore prodotto.