In via Palazzotto, a pochi metri dal Tondo Gioeni, il cantiere per la realizzazione di un nuovo supermercato Lidl è attualmente sequestrato. Il Gip di Catania nei giorni scorsi ha convalidato il provvedimento, che è basato sulle indagini nate dagli esposti presentati da varie associazioni nel 2024, all’indomani del permesso di costruire dato dal Comune il 30 agosto di quell’anno. Ma lo stesso Comune, nel 2015, aveva negato il permesso per un progetto analogo.
Tutta la vicenda del resto si basa sull’interpretazione delle norme urbanistiche in atto nel capoluogo etneo, ovvero quelle del piano regolatore (Prg) Piccinato approvato 57 anni fa. Da chiarire c’è la destinazione d’uso dell’area sul piano regolatore generale. E questo si riduce a due sigle negli elaborati dello stesso piano Piccinato: si tratta di area “L”, dove, come scrive il Comune, «da norme tecniche di attuazione del Prg», approvate nel 1969 «è possibile realizzare attrezzature di interesse generale di iniziativa pubblica e privata», come i supermercati appunto?
O si tratta di un’area “Sm”, dedicata a servizi pubblici, specificamente una scuola media? L’inghippo, stante il sequestro, per il Comune era stato risolto a gennaio del 2018 con una sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa, in un ricorso fatto proprio contro la decisione dello stesso Comune per un altro supermarket. Secondo quanto scritto dalla Direzione Attività Produttive nel provvedimento del 30 agosto 2024 con cui dava il permesso di costruire, il Cga «ha ritenuto fondato l’appello dei ricorrenti, ribaltando la sentenza di “prime cure” e confermando l’illegittimità del diniego emesso dal Comune di Catania a seguito dell’istanza per il rilascio della concessione edilizia». Per poi aggiungere che i «pilastri motivazionali» del provvedimento sono che «il simbolo “SM” non è assolutamente da identificare come scuola media» che non poteva essere comunque realizzata «dal privato» e che vigeva per il Comune l’obbligo di «riqualificazione del vincolo di destinazione» e di quello relativo all’area «colmando il vuoto pianificatorio».







