Le vie dell’evasione e delle frodi fiscali sono infinite. Ora spuntano anche le false firme digitali. A scoprire questo filone è stata la Guardia di Finanza di Sala Consilina (Salerno), nell’ambito di un’inchiesta della procura di Lagonegro per falsità materiale commessa dal privato e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici.
Utilizzo a insaputa dei titolari
L’inchiesta riguarda l’utilizzo di firme digitali che, secondo quanto denunciato, sarebbero state usate a insaputa dei titolari per far risultare alcune persone amministratori e liquidatori di società. L’ipotesi è che il meccanismo sia stato utilizzato per sottrarre alla riscossione circa 120mila euro tra imposte, interessi e sanzioni. Tra i nove indagati figurano un professionista del salernitano e otto persone residenti nel Vallo di Diano.
Il falso verbale di assemblea della società
Nei giorni scorsi la Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni acquisendo documenti e dispositivi elettronici. Secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe stato formato un falso verbale di assemblea nel quale veniva deliberata, all’insaputa dell’interessato, la nomina a liquidatore di una società. Nel documento sarebbero state utilizzate firme digitali riconducibili a due persone che hanno disconosciuto il proprio coinvolgimento. Uno dei presunti firmatari non sarebbe in Italia dal 2016 e le firme contestate sarebbero successive alla sua partenza. Nel verbale sarebbero stati inoltre indicati l’amministratore unico e lo scioglimento di una società con sede per riduzione del capitale al di sotto del minimo legale.






