Pubblicato il: 08/08/2026 – 18:05

ROMA Il Servizio sanitario nazionale continua a recuperare personale dopo gli anni di contrazione che hanno caratterizzato il decennio scorso. Nel 2024 gli addetti delle strutture pubbliche del Ssn raggiungono quota 727.829 unità, con un incremento dell’1,6% rispetto all’anno precedente, grazie soprattutto all’aumento del personale a tempo indeterminato, che arriva a 694.765 dipendenti. Restano invece 28.882 le unità di personale con rapporti di lavoro flessibili (espresse in unità annue), mentre il personale universitario impegnato nell’assistenza è pari a 10.508 unità. È quanto emerge dal Rapporto 2024 sul personale del Servizio sanitario nazionale pubblicato dal Ministero della Salute. Nel complesso, considerando anche il personale universitario, le strutture equiparate al pubblico e le case di cura convenzionate, il sistema sanitario italiano impiega 751.146 professionisti, tra cui 116.672 medici, 297.983 infermieri, 25.571 professionisti della riabilitazione, 41.298 tecnici sanitari e 9.346 operatori dell’area della prevenzione.

Prosegue la ripresa degli organici

Il dato conferma il consolidamento dell’inversione di tendenza iniziata nel 2020. Dopo anni di riduzione degli organici, il personale a tempo indeterminato continua infatti a crescere, arrivando a sfiorare le 695 mila unità. Anche il saldo tra ingressi e uscite resta positivo: nel corso del 2024 le amministrazioni del Ssn hanno registrato 58.311 assunzioni, a fronte di 47.238 cessazioni, con oltre tre quarti delle nuove assunzioni rappresentate da ingressi “puri”, cioè derivanti da concorsi, stabilizzazioni e altre procedure di reclutamento. Il personale con rapporto di lavoro a tempo determinato rappresenta il 3,7% del totale dei dipendenti, una quota che sale al 14,6% tra i dirigenti delle professioni sanitarie e al 13,4% tra gli odontoiatri, mentre rimane inferiore al 6% nella maggior parte delle categorie professionali.