TRENTO. Una segnalazione sulla mappa indica dove un orso è stato visto in un determinato momento, ma non permette di sapere dove si trovi poco dopo. Allo stesso modo, una zona nella quale non risultano avvistamenti recenti non può essere automaticamente considerata priva di plantigradi. È il chiarimento del Settore grandi carnivori del Servizio Faunistico della Provincia, che richiama l’attenzione sul corretto utilizzo delle mappe online dedicate agli avvistamenti.
Il motivo è legato soprattutto alla grande capacità di spostamento degli orsi. Questi animali possono coprire distanze considerevoli in tempi molto brevi: a titolo di esempio, già un quarto d’ora dopo una segnalazione un esemplare potrebbe trovarsi a circa un chilometro dal punto nel quale era stato osservato.
Su intervalli più lunghi le distanze diventano ancora maggiori. Nell'arco di una giornata un orso può infatti percorrere anche decine di chilometri. Un animale visto in una determinata zona di una valle potrebbe dunque trovarsi, poche ore più tardi, in un’altra valle o comunque molto lontano dal luogo dell’avvistamento iniziale.
È per questa ragione che, sottolinea il Servizio Faunistico, la geolocalizzazione di una singola osservazione non può essere trasformata in uno strumento per stabilire dove si trovi un esemplare o per prevederne gli spostamenti. La fotografia fornita dalle segnalazioni è inevitabilmente riferita a un momento preciso ed è destinata a diventare rapidamente superata.






