Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiNon sono soggetti a prelievo fiscale gli emolumenti versati al dipendente dal datore di lavoro se hanno natura risarcitoria. A chiarire il regime fiscale delle somme corrisposte per la mancata fruizione del servizio mensa o dei buoni pasto nei turni che superano le sei ore è l’Agenzia delle entrate con la risposta n. 156 del 7 agosto 2026. Se le somme non sostituiscono redditi non percepiti ma indennizzano un danno subito, non concorrono alla formazione del reddito imponibile.
Il caso della mancata fruizione della pausa pranzo
La vicenda riguarda le somme versate da un datore di lavoro a seguito di giudizi promossi da dipendenti per ottenere il risarcimento del danno da mancata fruizione della pausa pranzo durante turni continuativi superiori alle sei ore.
Richiamando la giurisprudenza di legittimità, il contribuente ha evidenziato come il buono pasto non abbia natura retributiva ma assistenziale (Cassazione n. 31137/2019) e come il mancato godimento della pausa si traduca in un danno al ristoro psicofisico del lavoratore (Cassazione n. 22985/2020). Da qui la richiesta di chiarire la tassazione delle somme erogate, compresi interessi e rivalutazione.






