Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiTra le disposizioni più interessanti del decreto legislativo correttivo della riforma fiscale figura quella destinata a riscrivere i presupposti dell’accertamento nei confronti dei soci di società di capitali a ristretta base partecipativa.

Accertamento soci a ristretta base partecipativa: cosa cambia con la riforma

L’intervento avrebbe dovuto dare finalmente attuazione a uno dei criteri direttivi più significativi della legge delega n. 111/2023. L’articolo 17, comma 1, lett. h), n. 4), aveva infatti imposto di limitare la possibilità di presumere la distribuzione ai soci del reddito accertato in capo alla società ai soli casi in cui fossero emersi, «sulla base di elementi certi e precisi», componenti positivi non contabilizzati o componenti negativi inesistenti.

Il ruolo della Cassazione e la presunzione sugli utili extracontabili

La scelta rispondeva all’esigenza di correggere una delle più vistose aporie del sistema accertativo. Nelle società di capitali il reddito prodotto appartiene alla società; il socio è tassato soltanto sull’utile effettivamente distribuito. Eppure, da decenni, la giurisprudenza ammette che dalla sola ristrettezza della compagine possa desumersi non soltanto la conoscenza degli utili extracontabili, ma anche la loro distribuzione pro quota ai soci.