Se non è una discesa in campo, ci assomiglia molto. Tucker Carlson - ex volto di punta di FoxNews, ora tra i podcaster conservatori più ascoltati – giovedì scorso ha fatto nel suo show un monologo di 90 minuti in cui ha presentato un programma in 10 punti che assomiglia tanto a un programma elettorale, anche se non ha mai detto di voler essere lui il candidato. In modo teatrale e che ad alcuni ha ricordato la discesa dalla famosa scala dorata di Trump nel 2015, Carlson ha parlato di un’America in crisi, sull’orlo del baratro, ma salvabile a patto di scegliere il candidato giusto. Dieci punti per altrettante parole chiave che descrivono come, a suo avviso, il Paese dovrebbe essere - "giusto", "sovrano", "decente" - e che parlano di un programma conservatore classico: confini chiusi, lotta all’immigrazione, opposizione alle guerre infinite, opposizione ai data center per l'intelligenza artificiale e alle telecamere di sorveglianza, responsabilità penale per i collaboratori di Epstein che la stanno facendo franca, cancellazione del debito, ristrutturazione economica del debito dei consumatori, perché il Paese “non può mai essere morale in una società organizzata attorno al debito".

Il discorso di Carlson è stato preceduto da un incontro, lo scorso fine settimana, con altri amici di Trump, ora diventati suoi nemici: l'ex deputata Marjorie Taylor Greene, il deputato Thomas Massie e l'ex capo dell'antiterrorismo Joe Kent. Tutti e tre sostenitori dell’idea di un terzo partito politico: Kent durante un'apparizione al programma di sinistra The Young Turks ha raccontato di come i tre abbiano esortato Carlson a candidarsi alla presidenza.