«Siamo invitati a riflettere sul prezzo umano che venne pagato e ad agire perché simili sciagure non abbiano a ripetersi e la gestione dei flussi migratori obbedisca a criteri di rispetto della dignità delle persone». Inizia così la nota con cui il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricorda il disastro di Marcinelle, nel 70° anniversario della strage dell’8 agosto 1956. Parole che assumono un tono diverso dopo i fatti di Ceuta e lo scontro tra Italia e Spagna sulla chiusura di Schengen.
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«L’Italia si unisce nel fare memoria dei lavoratori nostri concittadini che, assieme ai loro colleghi di altre undici nazionalità, persero la vita nelle viscere del Bois du Cazier. In questa giornata, dedicata al sacrificio del lavoro italiano nel mondo, onoriamo gli emigrati che hanno contribuito al progresso del paese e alla crescita delle comunità nelle quali sono stati accolti», recita il messaggio del capo dello Stato, che ricorda la morte dei 136 italiani che lavoravano nella miniera belga.
Un secondo passaggio dell’intervento di Mattarella è dedicato al tema dei morti sul lavoro e delle forme di sfruttamento, vecchie e nuove: «L’esigenza di tutelare la sicurezza sul lavoro esprime oggi un principio fondante che accomuna l’intera casa europea, nella quale protezione dei lavoratori e contrasto di ogni forma di sfruttamento sono patrimonio condiviso». A testimonianza di ciò la Commissione europea ha deciso di proporre l’8 agosto come Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro.










