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Alessandro Bocci

L'Inter resta favorita, Juve e Milan sono ancora cantieri aperti: alla Signora serve una prima punta, i rossoneri devono risolvere l'enigma Leao. Il vero rivale nerazzurro resta il Napoli di Allegri, la variabile è il Como di Fabregas

Prima si vende. E poi si compra. Nell’estate torrida l’aria ristagna e le trattative procedono lentamente con un occhio al campo e un altro al bilancio. Così a due settimane dall’inizio del campionato le squadre sono largamente incomplete e gli allenatori, ormai è una consuetudine, si devono arrabattare lavorando con giocatori distratti e progetti che all’improvviso prendono una direzione diversa da quella concordata. È difficile, oggi come oggi, stabilire chi è l’anti-Inter. La regina sul trono, al di là dello schiaffone rimediato nella trattativa per Palestra, è di gran lunga la più forte e completa.

Le potenziali avversarie si muovono a scatti: il Milan ha cominciato con due colpi da novanta, anzi cento (milioni), il difensore Gila e il centravanti Ramos, la Juventus si è svegliata adesso e ha chiuso il tormentone Kolo Muani e portato a Torino il giovane più corteggiato, Alajbegovic. Però entrambe sono ancora cantieri aperti e sia Amorim sia Spalletti dall’altra parte del mondo seguono gli sviluppi con una certa apprensione. Alla Juve servono una prima punta e un portiere. Il centravanti è indispensabile perché David ha mostrato limiti che neppure il Mondiale con il Canada ha cancellato. Con Vlahovic al cento per cento l’anno scorso la Signora avrebbe potuto inserirsi nella lotta per lo scudetto e invece alla fine ha perso anche la Champions League. Serve uno stoccatore. Kolo Muani ha altre caratteristiche. Zirkzee, l’ultimo identikit, di gol non ne fa tanti ma apre spazi e favorisce l’inserimento dei trequarti, la vera arma di Luciano: Alajbegovic, Conceicao, Yildiz, lo stesso Kolo Muani. In mezzo al campo Douglas Luiz è una scommessa, Locatelli l’usato sicuro. Troppo poco per rilanciare la sfida. Nelle ultime tre stagioni la Juve ha sempre peggiorato il rendimento: terza, quarta, sesta. La pressione è sulle spalle di Spalletti che potrebbe sentire il fiato di Conte sul collo.