Mercoledì all’aeroporto di Lipsia è stato trovato un drone non autorizzato e contenente esplosivo su una pista: il ministro dell’Interno tedesco Alexander Dobrindt lo ha definito uno «scenario da attacco ibrido». Molte cose sono ancora poco chiare, ma l’episodio si aggiunge a una serie di tentativi di sabotaggio subiti dall’aeroporto negli ultimi anni, che per le sue caratteristiche è particolarmente preso di mira.

Lipsia è una città di 600mila abitanti nella Germania orientale, ma la rilevanza del suo aeroporto va ben oltre le sue dimensioni. È un importante centro logistico per le spedizioni aeree in Europa della grande azienda logistica DHL (di proprietà delle poste tedesche), che vi gestisce il passaggio di 2.500 tonnellate di merci al giorno. È il terzo aeroporto europeo per traffico di merci e il secondo in Germania, con più di 23mila voli cargo all’anno.

È inoltre un aeroporto militare usato anche dalla NATO, l’alleanza militare che riunisce la maggior parte dei paesi occidentali. Qui si trovano gli aerei usati dalla Soluzione internazionale di trasporto aereo strategico (SALIS), un sistema con cui alcuni paesi membri della NATO mettono in comune la possibilità di usare fino a cinque aerei Antonov AN-124-100 per trasportare materiale militare. Gli Antonov AN-124-100 sono fra gli aerei cargo più grossi al mondo e permettono di trasportare fino a 120 tonnellate di materiale, quindi consentono lo spostamento di mezzi militari che altrimenti sarebbe difficile fare in modo altrettanto rapido. Sono costruiti dall’azienda statale ucraina Antonov, che dall’inizio dell’invasione russa su larga scala ha accresciuto il suo legame con l’aeroporto di Lipsia.