Molti la conoscono per le foglie che si accumulano sulle spiagge dopo le mareggiate, ma la Posidonia oceanica è molto più di questo. Si tratta di una pianta marina endemica del Mar Mediterraneo, una delle poche piante superiori che, nel corso della sua evoluzione, è riuscita a colonizzare stabilmente l’ambiente marino.

A differenza delle alghe, la Posidonia possiede radici, rizomi (fusti), foglie, fiori e frutti. Cresce sui fondali costieri, dove forma estese praterie sommerse che possono svilupparsi su fondali sabbiosi a partire da pochi metri fino a 40-50 metri di profondità, laddove la luce è ancora sufficiente per la fotosintesi. La ridotta quantità di luce che raggiunge il fondale marino crea un ambiente difficile per lo sviluppo di piante terrestri, ma Posidonia riesce a crescere rigogliosa anche ad elevata profondità. Una recente ricerca pubblicata su Nature Communications ha identificato un adattamento molecolare che le permette di mantenere un’elevata efficienza fotosintetica anche in ambienti marini con ridotta disponibilità di luce.

Non è soltanto una delle specie simbolo del Mediterraneo. Le praterie che forma rappresentano uno degli ecosistemi più importanti del nostro mare, grazie alla grande quantità di biomassa che produce attraverso la fotosintesi, alla ricchezza della flora e della fauna associate al posidonieto e al loro ruolo nel mantenere l’equilibrio degli ambienti costieri.