«La gente continuava a chiedermi se Ted sarebbe tornato. In aeroporto, al ristorante. Mi ha colpito. E ho cominciato a pensarci». Come luogo comune vuole, Jason Sudeikis è uno di quegli attori e autori comici che nella vita di tutti i giorni è molto più calmo e malinconico dei suoi personaggi. Eppure è proprio grazie alla carica di energia positiva dell’allenatore Ted Lasso che ha conquistato l’affetto di tutto il mondo. Nato per uno spot del 2012, questo personaggio è diventato il fulcro dell’omonima serie AppleTV, conclusa con la terza stagione nel 2023. Premiatissima, torna ora con una quarta, dal 5 agosto in streaming. Questa volta l’americano coach Lasso deve allenare la squadra femminile dell’A.F.C. Richmond, squadra di finzione che però può vantare uno store ufficiale nel quartiere di Richmond-upon-Thames, a Londra, dove è ambientata la serie. Ormai vero e proprio luogo di pellegrinaggio per i fan. Accanto a lui ritroviamo l’inseparabile coach Beard, interpretato da Brendan Hunt, co-creatore e sceneggiatore di Ted Lasso: «Quando abbiamo finito la terza stagione non pensavamo che saremmo tornati. Sapevo solo che mi avrebbe fatto bene non vedere più le stesse facce per un po’. Abbiamo però lasciato qualche piccola briciola nell’episodio conclusivo, così da non escludere del tutto un eventuale seguito. Poi un giorno Jason mi ha mandato dei messaggi, a cui è seguito un pomeriggio di cocktail in casa. E sono uscite fuori delle idee. Una tira l’altra e ci siamo ritrovati nella writers room. Eravamo tutti d’accordo sul fatto che la squadra femminile sarebbe stato uno spunto interessante». Sì, non siamo più nello spogliatoio dei Richmond Greyhounds, allenati dall’ex capitano Roy Kent (Brett Goldstein), ma in quello delle Lady Greyhounds. Molto meno spazioso e senza finestre. Tra i nuovi personaggi c’è Lizzie, sportiva di talento, che però ha dovuto smettere di giocare dopo essere diventata madre. A darle carattere è Faye Marsay: «Ted Lasso ha sempre parlato di underdog, di sfavoriti. E oggi penso che nello sport quelle sottovalutate siano le donne che giocano a calcio. È un settore emergente, che va sostenuto. Bisogna parlare di parità salariale e di chi, come il mio personaggio, si trova in difficoltà nel proseguire la carriera se ha figli». Non sono soltanto le giocatrici a prendere la scena. In questo nuovo ciclo tutti i personaggi femminili hanno molto più spazio: ovviamente Rebecca Welton (Hannah Waddingham), proprietaria del Richmond, e Keeley Jones (Juno Temple), da influencer a capo del marketing della squadra. Per Waddingham il rapporto tra loro è essenziale: «Rebecca vuole far credere di sostenere le donne, di essere loro alleata, ma non è una vera femminista. È stata cresciuta da una madre che le ha insegnato la superiorità degli uomini, specialmente negli affari. In questa stagione finalmente spicca il volo, soprattutto grazie all’amicizia con Keeley, che le fa scoprire il suo lato più umano». Quindi ancora attenzione a temi sociali importanti e buoni sentimenti. Ma la magia è la stessa di tre anni fa? La serie AppleTV è arrivata nell’estate del 2020, quando eravamo tutti in ansia per la pandemia. L’inesauribile ottimismo di Ted è stato quasi come un caldo abbraccio, di cui avevamo un gran bisogno. Poi, con l’avanzare degli episodi, la sua bontà è diventata sempre più grande e ostinatamente irrealistica. Si è parlato di relazioni tossiche, salute mentale, pregiudizi, senza urla o sensi di colpa, ma con una continua apertura mentale. Quasi a voler dimostrare che, se si desidera ottenere un cambiamento nella società, bisogna prima cominciare a immaginarlo. La premessa di questa nuova storia forse è un po’ stiracchiata, anche perché il finale della terza è perfetto, con il protagonista che torna a casa, in America. Ma la genuinità di Ted e di chi gli sta intorno è intatta. La vera domanda è: quanto siamo cambiati noi? Tutta la cupezza e il cinismo che hanno invaso il mondo in questi tempi recenti ci rendono indigesto il sorriso baffuto del coach? È un rischio. Ma, come ha detto Vince Gilligan, creatore di Breaking Bad e che di figure oscure se ne intende, dopo tanti anni di spietati antieroi, di cattivi resi affascinati, adesso c’è bisogno più che mai di tornare a scrivere e rendere protagonisti personaggi buoni. E più buoni di Ted Lasso forse non ce n’è.
Torna Ted Lasso, la rivincita dei buoni
Nella quarta stagione della serie Apple tv il protagonista allena una squadra femminile di calcio: «Ha sempre parlato di underdog, di sfavoriti. E oggi nello s…












