TREVISO Davanti al letto ha una carta geografica grande quasi quanto una parete: quattro metri per due e sessanta. Durante il Covid, Mauro Granzotto ha cominciato a tracciare proprio lì, con il dito e con la fantasia, le linee di un viaggio che si portava dentro da decenni. Oggi quelle linee si sono trasformate in 38 voli e 22 tappe. Il prossimo 16 ottobre, a 67 anni, il trevigiano partirà da solo per un giro del mondo lungo otto mesi. Il ritorno è previsto attorno al 10 giugno 2027. «Questo viaggio non è nato improvvisamente - racconta Mauro -. È da quarant’anni che ho dentro il fuoco del Pacifico e il desiderio di attraversare il mondo senza fretta».

Durante il lockdown, davanti a quella gigantesca mappa appesa in camera, l’itinerario prende definitivamente corpo. Poi il lavoro di pianificazione insieme all’agenzia viaggi Hirondelle di Giuliano Cazzaro, con cui Granzotto ha costruito un complicato incastro di tratte e biglietti “round the world”. Granzotto è stato per 23 anni dirigente di un’azienda di moda e da 25 è consulente finanziario, ormai prossimo alla pensione. Il programma attraverserà Qatar, Indonesia, Singapore, Isole Salomone, Vanuatu, Nuova Caledonia, Australia, Papua Nuova Guinea, Nuova Zelanda, Tonga, Fiji, Samoa, Isole Cook, Polinesia, Hawaii e poi le Americhe, tra Miami, Colombia, Panama e Caraibi. Viaggi in auto per le vacanze, dagli pneumatici al condizionatore. I consigli per risparmiare sul carburante I viaggi Alle spalle, del resto, Granzotto ha già 124 Paesi visitati. A 26 anni partì in moto con la moglie per il viaggio di nozze fino a Capo Nord. Fino ai trent’anni si è mosso soprattutto via terra. Poi arrivano i grandi viaggi intercontinentali. Nel 1990 compie con la moglie un primo giro del mondo, passando dall’India all’Indonesia fino all’Australia. Poco dopo lei muore improvvisamente. «La passione per il viaggio era già profondamente dentro di me. Quello che è accaduto ha certamente cambiato la mia vita, ma il bisogno di partire esisteva già». Nel 1993 arriva il Perù, attraversato con due amici prima di proseguire via terra fino a Caracas, quando Internet non accompagnava ancora ogni spostamento e le Lonely Planet erano quasi l’unica bussola disponibile. Nel 1997 percorre una delle antiche Vie della Seta: da Istanbul attraversa Turchia, Iran, Turkmenistan, Uzbekistan e Kirghizistan fino ad Almaty. Poi Patagonia, Africa, Sud-est asiatico, Centro America, Cuba, Madagascar. Voglia di vacanza: tra le nuove mete preferite dai trevigiani, le più gettonate sono Giappone e Corea del Sud Gli incontri Da anni viaggia soprattutto in autonomia e spesso da solo. «Viaggiare da soli permette una cosa straordinaria: incontrare davvero le persone. Io mi muovo con autobus e treni, con i mezzi pubblici, perché è lì che conosci un luogo, i suoi usi e le sue abitudini». Sono proprio gli incontri, più dei panorami, a essere rimasti impressi. In Iran, nel 2014, ricorda ragazzi che cercavano il dialogo con lui, desiderosi di parlare inglese e conoscere uno straniero. In Myanmar i giovani monaci lo sorprendevano discutendo di calcio italiano. «La cosa più bella del viaggio, alla fine, sono le persone. Entrare in casa di qualcuno, essere accolto perché capisce che sei arrivato con rispetto e con umiltà. Questa è la parte più intima del viaggiare». Per Granzotto, però, partire significa anche studiare. «Se non si studia, non si viaggia davvero. Prima di arrivare in un Paese leggo saggi, guide, perfino romanzi ambientati nei luoghi che visiterò». Visto negato a famiglia di turisti: «Sono poveri, vogliono emigrare». Il Tar: «Sono imprenditori che viaggiano per il mondo» La malattia A rendere ancora più significativa la nuova partenza c’è però una realtà con cui Mauro convive dal 2017: la fibrosi polmonare idiopatica, una rara e grave patologia che provoca un progressivo irrigidimento dei polmoni e rende sempre più difficile respirare sotto sforzo. «All’inizio una diagnosi del genere te la porti continuamente nella testa. Poi impari a conviverci. Inconsciamente cominci a darti delle scadenze. Sono arrivato a capire che il viaggio è l’essenza della mia vita. Se qualcuno, leggendo, può pensare: “Se riesce a farlo lui, allora anch’io posso provare a fare qualcosa che credevo impossibile”, ne sarei felice. Non bisogna per forza fare il giro del mondo. Il punto è non smettere di cercare ciò che ci fa sentire vivi».