Per decenni la Costa Azzurra è stata il rifugio estivo dei piemontesi. Da Mentone a Nizza, migliaia di famiglie, soprattutto provenienti dal cuneese e dal torinese, hanno acquistato una seconda casa oltreconfine, trasformandola nel proprio pied-à-terre per le vacanze. Oggi quello scenario si sta rapidamente modificando. L’aumento della pressione fiscale francese, i costi di gestione sempre più elevati, la stretta sul credito per gli acquirenti stranieri e il cambiamento delle abitudini delle nuove generazioni stanno alimentando un fenomeno sempre più evidente: la vendita degli immobili in Costa Azzurra e il ritorno degli investimenti immobiliari verso la riviera ligure.

«A chi ha una certa età consigliamo di vendere, altrimenti per gli eredi rischia di essere un bagno di sangue», sintetizza Enzo Bubbio, presidente di Fiaip Cuneo-Asti, che conosce da vicino l’evoluzione del mercato immobiliare transfrontaliero.

«Ho iniziato a lavorare in Francia nel 2003. All’epoca erano i francesi a vendere e gli italiani a comprare. Bastava poco più di un’ora di strada e moltissimi cuneesi sceglievano la Costa Azzurra per la casa delle vacanze. Oggi quel modello sta scomparendo».

A pesare è soprattutto il costo di mantenimento. «Un immobile in Costa Azzurra può arrivare a costare anche migliaia di euro all’anno tra imposte e spese. A questo si aggiungono successioni molto onerose. Mi è capitato recentemente un passaggio da zio a nipote con una tassazione vicina al 60% del valore ereditato. Sono cifre che spingono molte famiglie a disfarsi della proprietà».