PADOVA - Si è spenta a 50 anni Barbara Bottelli, nota in centro città soprattutto per aver lavorato, ormai diversi anni fa, La tana del luppolo, locale in via Vescovado che è stato a lungo un punto di riferimento per i tanti studenti universitari che si trovavano a studiare alla vicina biblioteca di Storia, che ha il proprio dipartimento dall’altra parte della strada.

Chi era Barbara se n’è andata lasciando in un profondo dolore quanti l'avevano conosciuta. Per 4 anni l’ex barista ha lottato strenuamente con una malattia difficile, che alla fine l'ha vinta. «Era una donna straordinaria, moderna, emancipata e una brava imprenditrice» racconta la sua migliore amica, Martina Botton. «Aveva aperto lei "La tana del Luppolo" di via Vescovado – ricorda ancora l’amica – un locale che rispettava la sua personalità. Il bar funzionava benissimo e, anche se chiudeva ad ora tarda e non era in zona centrale, non ci sono mai stati problemi. Poi 10 anni fa è arrivato il figlio: quando è diventata mamma ha deciso di lasciare, scegliendo di continuare la sua attività in altri locali ma con orari che le permettessero di dedicarsi alla famiglia, perché il suo modo di agire era dettato da forti valori». Barbara è descritta da chi la conosceva come una persona determinata, originaria di Monselice ad un certo punto aveva deciso di trasferirsi a Padova e avviare il suo locale. «Era una persona che sapeva scegliere con la sua testa, un carattere indipendente e una sua caratteristica era quella di sorridere sempre, era determinata, corretta, accogliente e, ribadisco, indipendente e la malattia purtroppo le aveva tolto l'indipendenza che per lei era un elemento importantissimo della sua vita. Un fattore che ha aggiunto una grande sofferenza a quella fisica provocata dalla malattia – ha sottolineato l'amica –. Barbara era anche tanto coraggiosa, era in grado di rischiare ma non con arroganza, anzi, con tanta umiltà e questa era anche una delle componenti del suo successo come imprenditrice. La malattia l'ha colpita proprio negli aspetti caratteristici del suo essere, l'ha colpita nel profondo e questo fa molto male a chi le era vicino e in quanti la conoscevano. Nella sua vita nulla è stato facile ma ogni cosa l'aveva guadagnata con l'impegno. La sua morte ha lasciato un grande dolore e un grande vuoto». Caratteristiche che hanno ricordato anche altri conoscenti che parlano con tristezza della perdita di una cara persona, molto affabile e sempre con un bel sorriso. Barbara lascia il figlio Gregorio, il compagno Marco, la mamma Loredana il fratello Emanuele. L'ultimo saluto è fissato per venerdì mattina alle ore 9 nella chiesa di Santa Teresa di Gesù Bambino nel quartiere Guizza dove viveva da tempo.